Facoltà di Fisica di Milano

campi continuiInterferenza con fullerene

Uno splendido esperimento nel quale si rivela ancora una volta il comportamento ondulatorio di un pennello materiale è stato effettuato dal fisico A. Zeilinger ( A. Zeilinger Letters to Nature 401 680 - 1999 ) a Innsbruck..
Perché si possa ottenere un pennello di fullerene (un composto del carbonio) occorre passare per una fase di preparazione: il fullerene viene posto in un forno a temperatura sufficientemente alta perché possa sublimare (circa 900K – 1000K), quindi esce dal forno, viene successivamente raccolto e collimato e si ottiene un pennello che viene fatto incidere su un reticolo di diffrazione.
La sua intensità viene quindi misurata in funzione della posizione da un opportuno apparato di misura, come in figura.

apparato fullerene

Schema sperimentale per l’interferenza con fullerene

I risultati della misura mostrano una tipica figura di interferenza interpretabile in base alla teoria  della diffrazione di Kirchhoff e forniscono una lunghezza d’onda media del pennello l di circa 50 mm che si può ricavare facilmente dalla ben nota relazione:

h~λ l/d

Essendo h la distanza tra due massimi di diffrazione, l la distanza tra il reticolo e il piano su cui si rivela la figura di diffrazione e d la distanza tra le fenditure del reticolo.
La seguente figura mostra il risultato di questi esperimenti:

esiti Fullerene

Il pennello di fullerene qui utilizzato ha perso la sua connotazione particellare e in questa forma può produrre fenomeni di interferenza: ma qualsiasi azione si faccia su tale pennello che abbia come risultato quello di mettere in evidenza il suo aspetto particellare produrrà in conseguenza la scomparsa della figura di interferenza.