PREMESSA

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Originariamente non esisteva niente( spazio, né tempo), poi improvvisamente si è rotto l'equilibrio in cui permaneva il non spazio e improvvisamente apparve l'universo e con esso lo spazio e il tempo. Il Big Bang fu e con esso l'universo. Ci fu un'esplosione e dal caos a temperatura infinita si passo ad un universo sempre più vasto e freddo. Ciò che rappresentava l'essenza dell'universo cominciò a riorganizzarsi in modo diverso man mano che la temperatura diminuiva. Oggi apparentemente non resta nulla di quanto caratterizzava l'universo nei primi istanti dopo il Big Bang. Quando la temperatura scese a 100.000.000° K apparve la luce e successivamente le altre particelle. Ogni riorganizzazione del quid che costituisce l'universo lascia nello spazio circostante un residuo che in qualche modo modifica le caratteristiche fisiche di ogni punto dell'universo. Attualmente associamo al concetto di campo queste informazioni presenti in ogni punto dell'universo. Abbiamo definito in prima istanza tre campi: Il campo elettrico, il campo gravitazionale e il campo magnetico.

Teniamo presente che l'universo si è adattato in modo da poter manifestarsi in queste condizioni estremamente avverse. La luce e i protoni, gli elettroni sono il risultato di questo riadattamento dell'universo alle basse temperature.

Studieremo successivamente che modificando le condizioni in un punto è possibile osservare ciò che esisteva liberamente pochi istanti dopo l'origine dell'universo. Per il momento studieremo i campi prendendo in considerazione gli oggetti che subiscono o "generano" i campi facilmente osservabili.


Campo gravitazionale.

Ogni oggetto deve essere considerato sorgente di campo gravitazionale. Qualsiasi punto dell'universo deve essere considerato appartenere al campo gravitazionale dell'universo. Ogni punto sarà caratterizzato dal fatto che in esso vi sono tutte le informazioni delle infinite sorgenti di campo e che pertanto è possibile definire in ogni punto il vettore intensità di campo gravitazionale.

Per definire tale grandezza fisica, partiremo dal concetto di forza gravitazionale così definita da Newton:


In questa formula non è possibile rilevare quale sia il corpo che genera la forza gravitazionale e quello che lo subisce.

Per ovviare a questa incertezza Newton ipotizzò la terza legge della dinamica (azione e reazione) e affermo che è ininfluente stabilire chi agisce e chi subisce, in quanto ogni corpo può essere considerato contemporaneamente elemento attivo (sorgente di campo) e elemento passivo (subisce il campo prodotto dal secondo corpo).

Supponendo che il campo prodotto da vari corpi di Massa Mi agisca sul corpo di massa m, possiamo introdurre il concetto di intensità di campo in questo modo: dove F rappresenta il vettore risultante delle forze gravitazionali agenti sul corpo di massa m. Questo vettore dipende dai corpi sorgenti di campo ma non dal corpo che subisce il campo stesso.

Nel caso di un campo prodotto da un singolo corpo su un secondo corpo avremo:

Vale il principio di sovrapposizione degli effetti, ossia il campo prodotto da più masse è ricavabile quale somma vettoriale dei singoli campi prodotti dalle singole masse.

SOMMA DI VETTORI => RISULTANTE.

 

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