Concetto di campo

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Ogni punto dell'universo ha sempre memoria di quanto è presente nello spazio circostante. L'informazione varia nel tempo e dipende sia da come si muovono gli enti fisici che caratterizzano l'universo sia da come gli stessi enti si evolvono nel tempo.

Nell'universo strutturato come oggi lo vediamo, in generale riusciamo a rilevare, a livello macroscopico, la presenza di masse e cariche elettriche.

Quidi siamo stati portati a definire separatamente i concetti di:

In ogni caso ogni punto dello spazio ha caratteristiche fisiche diverse, in quanto in esso sarà presente l'informazione "INTENSITA' DI CAMPO". Possiamo pensare che in ogni punto vi sarà una differente intensità di campo (gravitazionale, elettrica e magnetica). Queste informazioni saranno trasmesse ad ogni oggetto o ente che occuperà in un certo istante detto punto.

Il concetto di campo fu intuito da Faraday e precisato da Maxwell partendo dallo studio del campo elettromagnetico. Il flusso e la circuitazione sono i due strumenti concettuali necessari per lavorare con i campi.
Per comprenderli partiamo dal campo delle velocità di un fluido.

Osservando un corso d’acqua notiamo:

Per caratterizzare il fluire delle sorgenti e il circolare dell’acqua attorno ai vortici s'introducono i concetti di flusso e di circuitazione.

Il flusso rappresenta il volume d'acqua che attraversa una superficie nell’unità di tempo.

La circuitazione del vettore velocità lungo una linea chiusa e orientata è la somma di v(x)d l. Se la circuitazione è diversa da zero la linea abbraccia un vortice(campo non conservativo). Se è nulla per qualunque linea chiusa che abbraccia l’asse, quell’asse non è un vortice(campo conservativo). Tali concetti possono essere generalizzati per qualsiasi campo, compreso il campo elettromagnetico.

Inoltre lo caratterizzano completamente. Fu Isaac Newton ad introdurre l'idea di azione a distanza ma fu Michael Faraday, che respingendo tale ipotesi per le interazioni elettriche e magnetiche, assegnò il ruolo di “ente propagatore” alle linee di forza del mezzo interessato, ponendo così le basi per il moderno concetto di “campo”.

Prima di Newton non si accettava l’idea che sostanze inanimate potessero esercitare un’azione in un posto diverso da quello dove eranocollocate.
· Si escogitavano dei meccanismi per spiegare le azioni tra corpi distanti.
· La parola “attrazione” era respinta, perché portava a credenze occulte.
I ripetuti successi della teoria di Newton fecero accettare universalmente il concetto di azione a distanza, anche se lo stesso Newton, una volta trovata la formulazione matematica che rappresentava correttamente i fenomeni naturali, evitò speculazioni sulle possibili interpretazioni dell’interazione gravitazionale.

Riassumendo alla luce di quanto elaborato in questi ultimi 200 anni siamo giunti a considerare il campo come precisato sopra ossia:

All'interno dell'universo (il più grande dei campi possibili) ogni punto dello spazio ha caratteristiche fisiche diverse, in quanto in esso sarà presente l'informazione "INTENSITA' DI CAMPO".

Possiamo pensare che in ogni punto vi sarà una differente intensità di campo (gravitazionale, elettrica e magnetica). Queste informazioni saranno trasmesse ad ogni oggetto o ente che occuperà in un certo istante detto punto.

 

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